Museo del Sannio, 3 maggio: Enzo Oliva con le musiche di Max Fuschetto!

Venerdì 3 maggio 2019 al Museo del Sannio Enzo Oliva in concero. Il compositore sannita presenta il nuovo progetto con i brani di ‘Mother Moonlight’ e l’esecuzione del pianista molisano. Un appuntamento magico tra modern-classical, Africa e Beatles – Ingresso libero
Venerdì 3 maggio 2019, dopo l’acclamata performance per il Piano City Napoli lo scorso 7 aprile, arriva anche a Benevento New Directions In Piano, il nuovo progetto pianistico di Enzo Oliva con le musiche e la regia di Max Fuschetto. Appuntamento al Museo del Sannio (Auditorium Vergineo) sotto l’egida di Auser Uselte (Università sannita dell’età libera e della terza età), dal 1994 impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo delle persone anziane e valorizzare il loro ruolo nella società.
New Directions In Piano è il nuovo concerto costruito e sviluppato sui brani di Mother Moonlight, l’ultimo album di Max Fuschetto. Nel programma i brani del compositore sannita si alternano a episodi colti (Ravel, Debussy, Ligeti, Bartòk) e pupular (Beatles), legati da una comune matrice poetica. New Directions In Piano dimostra ancora una volta la duttilità di Fuschetto, compositore modern-classical unico nel suo genere per il lavoro di connessione con materiali sia popular che extramusicali. Dopo il videoclip di Sulla Linea girato da Paolo Sapio, Fuschetto immagina nuove direzioni pianistiche esaltando dal vivo con Enzo Oliva le fasi salienti di Mother Moonlight. L’album infatti è dedicato a quella che Ravel definì «la poesia dell’infanzia», si pone in linea di continuità con quella letteratura pianistica e musicale che ha fatto del mondo dell’infanzia un luogo privilegiato di esplorazione degli spazi più profondi della psiche e del tempo: Children’s Corner di Debussy, Ma Mere L’oje di Ravel, Mikrokosmos di Bartòk fino al policromo Sgt. Pepper dei Beatles che, come rivelò John Lennon, nacque inizialmente come un progetto dedicato a questa incessante recherche.
 
Mother Moonlight è realizzato a partire dal linguaggio musicale africano, i brani sono concepiti come moderne invenzioni a due voci in cui il movimento delle linee sperimenta indipendenza e flessibilità di tempo, di sovrapposizioni, di motivi. A proposito di Africa, dichiara Fuschetto: “La poetica di New Directions in Piano tocca anche la riflessione sul pensiero musicale africano. È solo uno stereotipo che la musica africana coincida col ritmo. Tutt’altro. Africa è un percepire originale del fenomeno del suono, un sentire che sconfina in un universo simbolico che rappresenta il mondo nella sua totalità: linguaggio, segno grafico, relazioni umane, natura, consapevolezza storica. E poi quella esplorazione originalissima del tempo e dello spazio realizzata attraverso il movimento. Come cammei qui e là abbiamo inserito Bártok e i Beatles che suggeriscono la forza delle sorgenti musicali popolari nell’innovazione degli stili. Ligeti che, come Riemann il matematico, si accorge che lo spazio è curvo e comincia a camminarci su. Infine Ravel e soprattutto Debussy con gli insondabili universi del suono-acqua”.

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