La
Luminosa conferma che la centrale proposta non è di
"cogenerazione"
e che la
Valutazione di Impatto Ambientale è nulla.
AltraBenevento diffida il Ministero
dell’Ambiente.
La società
Luminosa nel tentativo di difendere il suo progetto di Centrale
Elettrica afferma che se non sarà possibile fornire calore alle
aziende dell’area industriale di Ponte Valentino, rispetterà
comunque le prescrizioni ministeriali riducendo le emissioni
inquinanti. Sembra una dichiarazione di poco conto ed invece si
comprende che questa è la “pezza a colori” che la società nata a
Napoli ad opera di imprenditori di Forza Italia e DS, ed ora
acquistata per il 94% dalla svizzera BKW, presenterà lunedì
prossimo nella Conferenza dei Servizi presso il Ministero dello
Sviluppo Economico per avere la autorizzazione alla costruzione
dell’impianto della potenza di 400 mega watt.
Per comprendere l’importanza
di tale manovra, bisogna ricordare che la Commissione di
Valutazione dell’Impatto Ambientale nel 2006 dopo aver preso
atto che a Ponte Valentino e nella vicina città di Benevento, la
qualità dell’aria è già pessima, ha espresso parere favorevole
alla mega centrale elettrica, a condizione che essa fornisse
calore/vapore alle aziende locali in modo da convincerle a
dismettere i propri impianti e quindi a ridurre l’inquinamento.
In altre parole, la commissione ministeriale, ha deciso che le
aziende locali, dovrebbero chiudere gli impianti già realizzati
per la produzione di calore ed acqua calda ed acquistare dalla
Luminosa queste stesse forniture in modo che la Centrale
Elettrica possa produrre l’inquinamento che gli stabilimenti
locali devono ridurre. Solo qualche mente malsana poteva
elaborare simile alchimia!
Sta di fatto, però, che la
Luminosa, indipendentemente dalla adesione delle aziende locali,
non può rispettare la condizione posta dalla commissione
ministeriale per il semplice fatto che il progetto presentato
non prevede affatto gli impianti per la fornitura di calore,
come denunciato da questa associazione. Ma la società
svizzero-napoletana sa pure che quegli impianti non li può
realizzare in ogni caso perché essi dovrebbero attraversare la
ferrovia e due fiumi con un impatto paesaggistico che la
soprintendenza non approverebbe mai trattandosi di opere su
importanti corridoi ecologici.
Per questo motivo la Luminosa
mette le mani avanti e si dichiara disposta a ridurre
l’inquinamento senza produrre calore sostenendo che l’impianto
lo consentirebbe perchè tecnologicamente avanzato. Ma così la
società ammette che quella Centrale non è di “cogenerazione”
cioè produce solo Energia elettrica con un livello di
inquinamento non compensato dalla fornitura di calore. Infatti,
l’impianto di cui al progetto della Luminosa potrebbe essere
definito a “produzione combinata” solo se fossero rispettati i
requisiti di cui alla direttiva 2004/8/CE ripresi dal D.Lgs.
8/02/2007 n.20 il quale prevede che a decorrere dal 1/01/2011 la
produzione di energia elettrica da unità di produzione
combinata è qualificabile interamente cogenerativa se le unità
presentano un rendimento di primo principio annuo pari almeno
all’80%.
Il rendimento dell’impianto
progettato dalla società Luminosa si attesta, invece, poco al di
sopra del 50% e quindi quella Centrale Elettrica non può essere
qualificata “interamente cogenerativa” e pertanto è
completamente sbagliata la procedura finora seguita dai
Ministeri competenti. Queste considerazioni sono parti
fondamentali delle Osservazioni inviate questa mattina con
lettera raccomandata anticipata via fax, al Ministero dello
Sviluppo Economico affinché non rilasci l’autorizzazione alla
costruzione di quella mega centrale. Inoltre AltraBenevento ha
inviato al Ministero dell’Ambiente la diffida ad annullare in
autotutela la favorevole Valutazione di Impatto Ambientale
concessa alla Luminosa che Comune e Provincia non hanno finora
voluto impugnare o contestare.
Gabriele
Corona
Presidente AltraBenevento