Quando si
decideranno il presidente della Provincia, Aniello Cimitile,
l'assessore ai trasporti, Gianvito Bello e il Direttore
Generare, Raffaele Bianco ad aprire gli occhi per garantire il
servizio pubblico fuori dalle alchimie di piccoli gestori
locali?
A luglio del 2011 la ditta di trasporto Mazzone
Bruno annunciò la volontà di rinunciare al servizio di autolinee
tra Benevento ed Apice pagato dalla Provincia con fondi
regionali, per grave crisi aziendale. A dicembre quel servizio è
stato affidato temporaneamente alla ditta Sellitto e subito gli
amministratori comunali di Apice, che si sono sempre
disinteressati al problema, si precipitarono ad annunciare, con
soddisfazione, che la vertenza era finita.
In realtà la questione è tuttora aperta perché la
ditta Sellitto ha rinunciato formalmente al servizio e la
Provincia non ha ancora trovato un nuovo gestore. La questione a
prima vista appare come una delle tante vertenze di lavoro che
si concludono, purtroppo nella disattenzione generale, con
licenziamenti, cassa integrazione o riduzione del servizio.
Invece questa esperienza acquista un rilievo particolare
soprattutto per il ruolo della Provincia che sembra
assolutamente incapace di ragionare della qualità del trasporto
pubblico e la difesa dei posti di lavoro, senza farsi
condizionare dalle logiche privatiste dei piccoli gestori che
sono liberi di predeterminare scelte davvero incredibili.
Per questo motivo la vertenza per il trasporto
Benevento-Apice merita di essere segnalata e raccontata. Si deve
premettere che per tale servizio la Regione paga 220.000 euro
all’anno ai quali si aggiungono altri 100.000 euro per biglietti
e abbonamenti che di certo non sono tanto economici. Uno
studente per venire a scuola a Benevento paga 40 euro al mese;
il singolo biglietto Apice - Terminal di via Pertini costa 1,40
euro ma se il pullman arriva o parte dallo Stadio, il biglietto
aumenta del 40%.
Con 320.000 euro all’anno quel servizio potrebbe
essere sicuramente garantito ed invece, improvvisamente e senza
motivazioni, la ditta Mazzone Bruno annuncia la crisi e rinuncia
alla gestione. Prima di chiudere i battenti, però, quella ditta
in crisi riscatta i pullman acquistati con i finanziamenti
regionali per venderli ad altra società e trasforma il contratto
di un dipendente da part-time a tempo pieno con un aumento di
costi di cui però si deve far carico il nuovo gestore, come
prevede la legge regionale n.3 del 2002.
Quando l’assessorato ai trasporti della Provincia
avvia la trattativa per individuare la società di gestione che
deve subentrare alla ditta Mazzone Bruno, stranamente non si
accorge di queste anomalie e neppure nota che il personale da
utilizzare doveva essere pari a 5 unità, cioè quello in servizio
alla data della delibera della giunta provinciale n. 776 del 30
novembre 2007.
Di queste stranezze non si avvede,
incredibilmente, neppure la ditta Sellitto che accetta di
gestire il servizio assumendo sei dipendenti, e precisamente 5
autisti e un amministrativo, il figlio del titolare della ditta
rinunciataria. Poi, per far quadrare i conti, Sellitto invece di
rinunciare ad assumere il figlio dell’ex collega, riduce lo
stipendio del 25% agli altri lavoratori e nonostante ciò, dopo
due mesi di gestione, rinuncia al servizio troppo costoso. La
Provincia che stranamente non riesce a chiudere un accordo con
la EAV BUS interessata alla nuova gestione, avvia la trattativa
con un nuovo aspirante, il consorzio salernitano COSAT.
All’interno di questa società troviamo, però, di
nuovo Sellitto ma soprattutto scopriamo che c’è pure la neonata
ditta Mazzone Bus & Travel srl il cui amministratore è la moglie
di Stefano Mazzone, figlio di Bruno, proprio il dipendente
amministrativo della ditta del papà che ha rinunciato al
servizio. Cioè proprio quel sesto dipendente che la ditta
Sellitto ha assunto, per distrazione, con aggravio di costi. E
non è finita! Si scopre pure che la ditta Mazzone Bruno, prima
di rinunciare al servizio, ha venduto il pullman acquistato con
i fondi regionali per il servizio di linea Apice-Benevento ed
utilizzato invece per fare gran turismo, proprio alla ditta
Mazzone Bus & Travel srl amministrata dalla nuora. Quando si
decideranno il presidente della Provincia, Aniello Cimitile,
l’assessore ai trasporti, Gianvito Bello e il Direttore
Generare, Raffaele Bianco ad aprire gli occhi per garantire il
servizio pubblico fuori dalle alchimie di piccoli gestori
locali?
Gabriele
Corona
Presidente AltraBenevento