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Colle Alto di Morcone - Discarica incompatibile ed insostenibile

   
 
Inaccettabile l'ipotesi di ammucchiare "ecoballe" a Colle Alto, frazione di Morcone

Il WWF esprime estrema preoccupazione per la notizia che il Commissariato di Governo per l'emergenza Rifiuti in Campania ha individuato l'ex cava di località Colle Alto di Morcone quale ennesimo sito di stoccaggio per le balle prodotte dagli impianti CDR campani. Si tratta di una preoccupazione doppia: primo, per un altro provvedimento tampone, destinato a prolungare la perenne emergenza dei rifiuti nella Regione che si trascina da ormai 13 anni senza lasciare intravedere una soluzione. Secondo, per la scelta del sito, che espone al rischio di avvelenamento un paradiso naturalistico e una riserva di oltre cento milioni di metri cubi di acqua che si vorrebbe destinare ad uso potabile.
Si ripete in questi giorni nel Sannio la spasmodica ricerca di un altro sito, rigorosamente “provvisorio” per depositarvi le cosiddette “ecoballe”, già verificatasi in altre zone della regione ed in particolare a Serre, in provincia di Salerno, vicino all’Oasi WWF di Persano. Le “ecoballe” rappresentano il prodotto - che di ecologico porta solo, abusivamente, il nome - di un sistema di gestione che produce rifiuti da rifiuti, raccogliendo la spazzatura dalle strade senza una significativa separazione per poi raggrupparla in balle che nessuno sa come smaltire, e che verosimilmente non potranno essere incenerite nel costruendo impianto di Acerra, ma dovranno nuovamente essere trattate come rifiuti.
Strozzato dai suoi stessi prodotti, il piano di gestione che doveva liberarci dalle discariche ne cerca continuamente di nuove: ora è la volta della cava dismessa di Colle Alto nel comune di Morcone, quasi al confine con il Molise. La cava si trova immediatamente a ridosso del Sito di Importanza Comunitaria (Direttiva Europea “Habitat”) “Alta Valle del fiume Tammaro”, a meno di 50 metri dall’alveo del fiume stesso, a meno di 30 metri dal tracciato millenario del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela e a circa 1.5 km dal Lago di Campolattaro, che è un’Oasi di protezione della fauna gestita dal WWF e che diverrà a breve Zona di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva Europea “Uccelli”.
La ex cava è formata da materiale calcareo altamente fratturato e quindi molto permeabile, con una falda acquifera che giace a 15 m di profondità, il fiume a pochi metri e il lago poco più a valle. Essendo le balle di CDR fortemente contaminate da rifiuti organici e da altre sostanze non separate nel processo di trattamento, è evidente il rischio di inquinamento da percolato, che può infiltrarsi in lesioni dello strato impermeabilizzante (probabili a causa degli intensi carichi di lavoro dei siti di stoccaggio) o essere dilavato dalle piogge.
Il tutto mentre a monte si  investono ingenti risorse per la valorizzazione del tratturo e a valle si realizzano le strutture di fruizione dell'Oasi  con i fondi europei del POR Campania  e si progetta lo sfruttamento ad uso potabile delle acque dell'invaso, da finanziare ancora con fondi europei. Senza parlare degli animali - gli uccelli in particolare - che affluiscono e si riproducono nell’Oasi sempre più numerosi e che ne  arricchiscono di anno in anno la biodiversità con la presenza di specie rare mai osservate in provincia.
Insomma, anziché lavorare per eliminare dalla zona le micro discariche abusive che mettono a rischio l'ambiente e la fruibilità delle acque, si progetta di portarvi tonnellate di rifiuti imballati.
Il WWF chiede alla Provincia, Ente gestore dell'invaso di Campolattaro e istitutore dell'Oasi, di opporsi fermamente alla proposta del Commissariato di Governo per l'emergenza Rifiuti in Campania e di farsi garante della sua tutela e corretta valorizzazione, coerentemente con le iniziative intraprese finora.
Un’eventuale decisione del Commissario di Governo per la conferma del sito individuato rappresenterebbe l'ennesimo intervento estemporaneo e non risolutivo che peraltro sconfesserebbe - nuovamente - ogni tentativo di pianificazione e di  innovazione tecnologica per la gestione dei rifiuti messo in atto dall'Ente presieduto dall'onorevole Nardone.
Il WWF non esiterà a ricorrere alla Magistratura ed all’Unione Europea contro una tale sciagurata decisione.

Camillo Campolongo
Responsabile Sezione WWF Sannio

(23.11.07 ore 22:22)

 

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