L'acqua è un
bene prezioso, negli ultimi anni se ne parla tanto, ma i corsi
d'acqua di tutto hanno bisogno tranne che d'inutili
chiacchiere!
Quante
chiacchiere, quante dichiarazioni sulla tutela e difesa delle
acque dei fiumi! Quotidianamente, il politico di turno,
esordisce con dichiarazioni a favore dei fiumi del Sannio, e
puntualmente accade niente. La nostra Associazione, Ekoclub
International nella persona del suo Presidente Luigi La Monaca,
pensa che sia arrivato il momento di agire e di denunciare le
violenze che, quotidianamente, sono perpetrate nei confronti dei
corsi d’acqua. Una prima azione dovrà essere svolta nelle
scuole, dove è opportuno educare le giovani generazioni al
rispetto dell’ambiente e della natura. E' assurdo che questo
compito debba essere assolto dalle famiglie che, la maggior
parte delle volte, o per mancanza di tempo o per mancanza d'
educazione civica, sono inadempienti.
La colpa più grande è d’addebitarsi ai politici che governano i
nostri territori spesso impegnati in sterili dispute per la
conquista di poltrone, naturalmente con la pace di chi compie a
pieno il proprio dovere cercando con la collaborazione di
tecniche innovative di risolvere e monitorare il territorio.
Un esempio per tutti: sulla strada statale che da Benevento
conduce a Caianello, per intenderci la famigerata e pericolosa
Telese – Caianello, all’altezza del Comune di Paupisi, c’è una
scena che del Sannio, alle migliaia d'automobilisti che
transitano quotidianamente, mostra la sua immagine peggiore. Una
cascata di rifiuti, che cresce quotidianamente, cade in un’ansa
del letto del fiume Calore. Una scena raccapricciante che
evidenzia sia il malcostume della gente che continua a sversare
nel povero fiume di tutto di più, sia di chi dovrebbe pulire
immediatamente per consentire il rispetto della zona. Ormai
questa situazione, segnalata all’Associazione Ekoclub e al suo
Presidente Luigi La Monaca da numerosi cittadini anche di fuori
provincia, dura da anni e nessuno ha mai preso provvedimenti.
Basterebbe una mezza giornata di lavoro per pulire la zona e un
po’ di sorveglianza per evitare che la situazione di degrado si
riverifichi.
Il fiume
Calore è per il Sud dell’Italia una risorsa, una risorsa che
andrebbe “sfruttata” e salvaguardata, il fiume Calore è uno dei
corsi d'acqua più importanti
nell'idrografia del sud Italia, con un bacino di Kmq 3058 e una
portata media di mc. 31.80 al secondo. Il fiume Calore è lungo
100 Km e va a confluire nel fiume Volturno. Il Calore nasce dal
Monte Cervati ed attraversa diversi comuni della zona.
Il fiume beneventano, citato da dante nella Divina Commedia
(Manfredi di Svevia 1266), riceve numerosi affluenti come il
Sabato (50 km. con un bacino di 459 Kmq.) che apporta al Calore
moltissima acqua anche nei periodi di siccità, l'Ufita (40 km.
con un bacino di 730 kmq.), il Miscano (30 km), il Tammaro
(lungo 78km, con un bacino di 673 kmq).
Il nome Calore deriva dalla temperature delle sue acque
superiore a quella del Sabato e del Volturno.
Il fiume Calore ha un percorso tortuoso, la vegetazione spondale
è abbastanza mutevole passando dalla macchia mediterranea nei
pressi della foce ai canneti nei pressi della zona d'immissione
nel Sele.
In alcuni punti più freddi, il fiume è ricco di trote che
trovano un habitat ideale grazie alle sue acque fresche e
tortuose.
La valle del fiume Calore è chiusa a destra dal declivio monte
Cavalli e dai rocciosi contrafforti del monte Motola; in fondo è
presente la guglia del monte Cervati.
La lontra, regina incontrastata dei fiumi, ha trovato una
calorosa ospitalità negli ambienti fluviali del fiume Calore.
Nel corso delle epoche passate le antiche genti locali hanno
lasciato tracce indelebili della loro civiltà come i due
stupendi ponti medievali a schiena.
La valle del fiume calore raccoglie la fauna e la flora della
verde macchia mediterranea.
Il microclima, creatosi nelle ere passate, ha sempre creato un
ambiente particolarmente adatto a coltivazioni permanenti
d'oliveti e vitigni con caratteristiche tipiche dell'area
collinare dell'Appennino Meridionale.
La presenza di un fiume pescoso e facilmente raggiungibile dalla
costa che va da Paestum ad Agropoli è una attrazione per
l'interesse naturalistico, paesaggistico oltre che storico delle
città medioevali di Laurino, Felitto e Castel San Lorenzo. Il
calore è uno dei due fiumi, assieme al Sabato, che fanno di
Benevento una sorta di mesopotamia campana, è proprio a
Benevento che il Sabato e il Calore si uniscono, infatti, il
Calore è un sub-affluente poiché riceve degli affluenti e a sua
volta lo diventa del Volturno.
L’acqua è un bene prezioso, negli ultimi anni se ne parla tanto,
ma i corsi d’acqua di tutto hanno bisogno tranne che d’inutili
chiacchiere!
Luigi La Monaca
Presidente Provinciale Ekoclub International
Via Perinetto 38 - 82100 Benevento
tel 0824313674 - fax 0824313673