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All'Archivio di Stato la mostra "Balie. Donne tra lavoro e cura"

   
 
La mostra sulle balie resterà aperta presso l'Archivio di Stato fino al 31 marzo, tutti i giorni, con esclusione della domenica, con il seguente orario: dalla ore 9 alle 19 nei giorni dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 13 il sabato.

Inaugurata stamani all'Archivio di Stato la mostra "Balie. Donne tra lavoro e cura", nell'ambito della seconda Edizione del progetto "Gli archivi del lavoro", promosso dall'assessorato alla cultura della Provincia di Benevento, con il coordinamento scientifico di Valeria Taddeo, direttrice dell'Archivio di Stato, e di Rossella Del Prete, docente dell'Università degli studi del Sannio.
All'evento erano presenti: oltre all'assessore alla cultura della Provincia, Carlo Falato; le curatrici della mostra; il sindaco di Veroli (FR), Giuseppe D'Onorio; l'amministratore straordinario dell'Ente provinciale per il turismo di Benevento Giovanni La Motta; il Direttore dell’Archivio di Stato di Caserta, Dott. Aldo Santamaria; il Direttore del Museo Civico di Altavilla Irpina, Giampiero Galasso e la Vicepresidente dell’Associazione * AversaDonne* del Museo della Ruota degli Esposti di Aversa; numerose Autorità scientifiche e culturali.
La mostra ripercorre, con documenti in gran parte inediti e provenienti da molte città e regioni italiane, il lavoro delle bambinaie che, nei secoli scorsi, in Istituti assistenziali pubblici o religiosi si prendevano cura dei “trovatelli” e degli “orfani”. La mostra, peraltro, si sofferma anche sul fenomeno, tristissimo, ma quasi inevitabile nelle società povere, dell'abbandono dei neonati. Nel corso dei millenni e nelle comunità di tutte le latitudini e longitudini, chi non poteva mantenere il figlio o lo uccideva o lo lasciava in cura a qualcuno: del resto, ancor oggi accade anche Italia, con la differenza però che, mentre di questi tempi i bimbi vengono spesso lasciati nei cassonetti dell'immondizia, nei tempi andati venivano invece inseriti nella cosiddetta “ruota degli esposti”, cioè in una sorta di speciale montacarichi a scomparsa, grazie al quale la madre, conservando l'anonimato, consegnava e affidava agli Istituti preposti all'infanzia il proprio piccolo. Per i bambini abbandonati, quella ruota, fino alla sua soppressione, nel 1875, costituì l’ingresso ufficiale nella vita, diventando “figli della Madonna”.
In due ampi e luminosi locali dell'Archivio di Stato sono state dunque messe in mostra una grande quantità di documenti di diverse epoche e di diverse Autorità che dimostrano come ci si prendeva cura di orfani e “trovatelli”; foto d'epoca con numerose balie in azione – anche nell'atto di allattare; vestitini, girelli, culle ed altro materiale per curare i piccoli; ed anche la “ruota degli esposti” che viene dall’Ospedale dell’Annunziata di Aversa, recentemente restaurata.
Di grande suggestione l’allestimento della mostra: ai documenti che raccontano la storia della prassi del baliatico in Campania, alle statistiche dei cosidetti “*projetti”*, ai contratti o ai mandati di pagamento stipulati tra Provincia o Comune e le balie, si affiancano le immagini delle sale della Casa Santa dell’Annunziata di Napoli, le fotografie delle famosissime balie di Veroli, quelle delle balie toscane e bellunesi, ed ancora gli oggetti loro appartenuti (i costumi, i grembiali, le scarpe, gli spilloni) ed ai bambini (i giochi più antichi, quelli dei poveri e quelli dei ricchi, le camicine, i corpetti, le fasce e i pannolini); le fotografie originali della balia di Luchino Visconti, i costumi degli infanti sepolti sotto la cripta della Chiesa madre di Altavilla Irpina. Il pezzo forse più suggestivo e commovente è la *ruota degli esposti*, originale dell’Ospedale dell’Annunziata di Aversa. Per i bambini abbandonati la ruota, fino alla sua soppressione, nel 1875, costituì l’ingresso obbligato per poter beneficiare dei benefici e privilegi che le Case Sante dell’Annunziata, diffuse su tutto il territorio campano, ma anche nazionale, riservava agli esposti che venivano generalmente abbandonati nei primissimi giorni di vita ed erano in prevalenza femmine per diventare, così, “figli della Madonna”.
L’assessore Falato, nel presentare la seconda tappa del progetto *“Gli archivi del lavoro”, *ideato e coordinato dalla prof.ssa Rossella Del Prete, ha voluto innanzitutto ringraziare le tante Autorità scientifiche e gli Istituti che hanno voluto generosamente cooperare con la Provincia di Benevento per l'allestimento della mostra. Falato ha quindi ricordato che il progetto, “Gli archivi del lavoro”, inaugurato lo scorso anno con la mostra sulle *Tabacchine* (le lavoratrici del tabacco) vuole essere un viaggio nella memoria nella storia sociale, economica e produttiva del Sannio. Quest'anno, ha proseguito Falato, focalizza il tema della maternità e dell’infanzia nelle sue diverse forme e relazioni. In occasione della festa della donna, ha aggiunto l'assessore, il progetto oltre al lavoro femminile, si è aperto anche al tema di quello minorile anch’esso peculiarità del territorio. Il programma di questo mese di marzo, infatti, oltre alla mostra sul baliatico ed al convegno che seguirà nei giorni 29-30-31 su “Maternità e Infanzia tra passato e presente”, prevede anche un momento seminariale dedicato ai “valani”, i bambini affittati o venduti sulle scale del Duomo di Benevento, nel giorno dell’Assunta, in cambio di pochi sacchi di grano o denaro. Il seminario si terrà il prossimo 13 marzo sempre presso l’Archivio di Stato alle ore 10.30 e vedrà protagonisti la Solot ed i Sancto Janne.
Ad illustrare il contenuto della mostra, sono state Valeria Taddeo e Rossella Del Prete.
Il valore dei documenti d’archivio ai fini della ricostruzione della storia del territorio è stato più volte sottolineato dalla dott.ssa Taddeo che sta conducendo un’intensa attività di sensibilizzazione soprattutto sulle scolaresche che di frequente visitano l’archivio, aprendosi a collaborazioni scolastiche multidisciplinari così come a momenti di divulgazione, come quello della mostra.
La prof.ssa Rossella Del Prete si è invece soffermata sul tema dell’infanzia abbandonata a Benevento accolta prima presso i due orfanotrofi femminili dell’Annunziata e di San Filippo Neri (su cui ha di recente pubblicato un libro per i tipi della FrancoAngeli), poi presso il brefotrofio provinciale. Realtà tuttora da indagare, dopo un’attenta ricognizione delle fonti storico-documentarie. La mostra sulle balie resterà aperta presso l'Archivio di Stato fino al 31 marzo, tutti i giorni, con esclusione della domenica, con il seguente orario: dalla ore 9 alle 19 nei giorni dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 13 il sabato.

Fonte: Provincia di Benevento

(08.03.10 ore 18:09)

 

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