La Procura della Repubblica
deve chiarire i dettagli della mega truffa ai danni del
servizio sanitario.
Il nuovo
comandante della Guardia di Finanza, colonnello Cesare Paragoni,
ha avuto appena il tempo, dopo il suo insediamento, di sostenere
che Benevento è una “città tranquilla” che subito si è trovato a
coordinare l’operazione che ha portato all’arresto di Mario Itro,
Marco Cocilovo e Mauro Di Monaco, noti avvocati.
La Procura della Repubblica
li accusa di reati gravissimi, e cioè di essersi impossessati
di 10 (dieci) milioni di euro che la Regione Campania ha
destinato all’Ospedale Fatebenefratelli di Benevento. Pare che i
soldi siano finiti su conti correnti intestati alle madri degli
arrestati, grazie alla complicità di alcuni funzionari di banca.
L’ingente truffa è ancora più
grave perché riguarda fondi destinati ai servizi sanitari, già
oggetto di tagli da parte della Regione e del Governo, e si
aggiunge a quella ai danni delle famiglie dei disabili, emersa
qualche mese fa con modalità ed autori in parte analoghi.
Proprio perché si tratta di
appropriazione di soldi pubblici, tutti abbiamo il diritto di
sapere i particolari di questa frode che peraltro coinvolge
personaggi conosciuti in città, uno di essi è marito di un
magistrato al quale hanno recentemente bruciato l’auto.
Le forze dell’ordine e la
magistratura non possono pertanto limitarsi allo scarno
comunicato diramato questa mattina, mentre in altri casi hanno
tenuto le opportune conferenze stampa. È necessario che gli
inquirenti chiariscano i dettagli della squallida vicenda che
vede come autori personaggi noti in città per il loro
particolare tenore di vita, i quali, a quanto pare, si sono
arricchiti con i soldi destinati al servizio pubblico per
eccellenza, l’assistenza sanitaria.
Gabriele
Corona
Presidente AltraBenevento