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La crisi avanza e nella scuola si acuisce la mattanza

   
 
Vorremmo ricordare che 769 lavoratori precari della scuola Sannita sono senza lavoro da oltre un anno e che per loro non esiste alcuna forma di aiuto e di sostegno al reddito. Gli onorevoli e i Senatori tutti dovrebbero dichiarare la loro impossibilità a fare qualcosa guardandoli tutti e 769 negli occhi, dovrebbero dirlo ai figli dei 769 lavoratori fantasma, dovrebbero dirlo ai creditori dei 769 desaparecidos!

Da oltre un anno i precari della scuola parlano della crisi economica che avanza, di licenziamenti di massa del personale scolastico e non. Spesso derisi, da chi ci governa, definiti catastrofisti da chi Presiede, ora, considerata la situazione, "gli accusatori" devono per forza dichiarare l'ineso-rabile fallimento dello Stato e ammettere ciò che abilmente, o quasi, avevano nascosto attraverso i media: la gravità di una crisi che è solo ai primordi. Tagli alle Regioni, ai Comuni, blocco dei salari dei pensionamenti, riduzione degli aiuti sociali tutte manovre che colpiscono una fetta di popolazione di per sé martoriata che con grosse difficoltà riesce ad arrivare a stento alla fine del mese. "Non saranno messe le mani nelle tasche degli  Italiani" spesso viene dichiarato omettendo però di dire " direttamente!".
Il blocco dell'aumento salariale, delle assunzioni, degli scatti di anzianità, delle finestre pensio-nistiche non solo mettono le mani nelle tasche ma le perforeranno gravemente se si considera che i tagli dei fondi a Regioni e Comuni comporteranno un elevato aumento delle tasse locali, che l'introduzione del pagamento dei pedaggio sui raccordi autostradali, la riduzione degli ammortizza-tori sociali, l'aumento delle tariffe, della benzina, dei beni di consumo fondamentali prosciughe-ranno rapidamente gli stipendi striminziti dei dipendenti pubblici. Chiedono sacrifici e noi chiediamo e i loro? Perché non dimezzano gli stipendi degli Istituzionali? Perché non eliminano le feste, gli sprechi, gli incarichi ad amici e parenti sconsiderati? Perché non bloccano le finestre pensionistiche dei parlamentari che dopo un solo mandato hanno diritto alla pensione a vita? Perché non sanzionano chi trasferisce illegalmente i profitti all'estero ed evade? Perché non tassano le rendite, le banche? Perché la crisi delle banche e delle speculazioni borsistiche deve ripercuotersi sempre sui più deboli?
A questo si aggiunge il silenzio dei rappresentanti Regionali e Parlamentari del Sannio. Impegnati a discutere sui problemi interni al partito, ad accusarsi reciprocamente di "comunismo" di "incompetenza", a pensare a un improbabile passaggio nel Molise dimenticano volutamente, per comodità che la crisi è particolarmente sentita e vissuta nel Nostro Territorio. Assenti all'incontro del 21 maggio presso il Comune di Benevento i consiglieri Regionali Del Basso De Caro, Sandra Lonardo Mastella e il Senatore Izzo invitati a partecipare all'assemblea dal titolo "La scuola ai minimi termini" e silenti sull'argomento. Presenti come sempre il Sindaco, gli assessori all'Istru-zione e alla cultura Ionico, Palmieri e Falato e i rappresentanti sindacali di Cisl, Gilda, Flc Cgil, Snals, fortemente preoccupati come noi delle prospettive poco rosee che si paventano. Gli incontri con l'Onorevole De Girolamo e il senatore Viespoli hanno sortito un "vedremo a livello Regionale" perché a livello Parlamentare hanno tutti le mani legate.
Vorremmo ricordare che 769 lavoratori precari della scuola Sannita sono senza lavoro da oltre un anno e che per loro non esiste alcuna forma di aiuto e di sostegno al reddito. Gli onorevoli e i Senatori tutti dovrebbero dichiarare la loro impossibilità a fare qualcosa guardandoli tutti e 769 negli occhi, dovrebbero dirlo ai figli dei 769 lavoratori fantasma, dovrebbero dirlo ai creditori dei 769 desaparecidos!

Proprio oggi Bossi dichiara "La Provincia di Bergamo resta o sarà guerra Civile!". L'esponente del partito dell'amore con toni pacifisti strappa e porta a casa un'altra vittoria e il Governo immedia-tamente fa retromarcia. Come mai il Sud non ha tanto ardire? Come mai non si riesce a rappresentare il proprio territorio con la stessa fermezza della Lega? Come mai i Fas vengono elargiti in percentuale maggiore al Nord se per legge l'85% spetta al Sud? Come mai non si è in grado di mantenere nemmeno quanto spetta al Mezzogiorno per legge? Non è compito di chi viene eletto, rappresentare le esigenze della popolazione? Qual è il loro ruolo? Difendere sé stessi o la propria gente?
Siamo sconcertati e fortemente delusi ma nonostante ciò continueremo a denunciare, a protestare, a scendere in strada tutti i giorni. E' necessario organizzare uno sciopero generale in cui i Sindacati tutti compatti scendano insieme ai lavoratori sempre più precari dando un forte segnale: quello di voler davvero cambiare la politica del compromesso che compromette il povero dipendente.

Comitati insegnanti Precari sanniti

(27.05.10 ore 10:13)

 

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