"Informazione di
Garanzia" a Gabriele Corona, iscritto nel registro degli
indagati, perché avrebbe diffamato i politici locali
criticandoli per non avere contrastato efficacemente la mega
Centrale Elettrica prevista a Benevento.
Questa mattina la
Polizia Giudiziaria ha notificato a Gabriele Corona, presidente
di Altrabenevento - associazione per la città sostenibile contro
il malaffare - l’Atto della Procura della Repubblica di “convalida
del sequestro dello striscione con la scritta ‘Pericolo Turbogas
per colpa dei politici’ in quanto costituisce corpo del reato
di cui all’art. 595 del codice penale (Diffamazione)”.
Lo stesso atto vale come
“Informazione di Garanzia” a Gabriele Corona, iscritto nel
registro degli indagati, perché avrebbe diffamato i politici
locali criticandoli per non avere contrastato efficacemente la
mega Centrale Elettrica prevista a Benevento.
Si tratta di un provvedimento
incredibile, assolutamente immotivato che aggiunge altri
elementi inquietanti al misterioso sequestro dello striscione di
cui Gabriele Corona si è assunto la paternità. Il provvedimento
del magistrato di turno è ancora più sorprendente, anche alla
luce delle dichiarazioni rilasciate alla stampa della Questura
che senza fornire alcuna motivazione ufficiale sulla ragioni del
sequestro, si è limitata a far sapere che lo striscione era
stato rimosso perché non autorizzato ed istallato in zona di
affissione vietata.
Ora invece si scopre che il
telo è stato sequestrato per motivi del tutto diversi in quanto
costituirebbe corpo del reato di DIFFAMAZIONE. Siamo davvero
allibiti e veramente stentiamo a credere che la Magistratura di
Benevento possa considerare reato la frase “Pericolo Turbogas
per colpa dei politici” pur di convalidare un misterioso
sequestro. Le critiche ai politici erano dettagliatamente
spiegate in un volantino inviato sabato mattina alla DIGOS,
distribuito nel centro della città e pubblicato dalla stampa,
che però NON E’ STATO SEQUESTRATO.
Peraltro, per la DIFFAMAZIONE
non si può “procedere di iniziativa” da parte della Polizia
perché è necessaria la “querela di parte” e neppure vi erano i
presupposti per il sequestro che si rende necessario quando può
“alterarsi o disperdersi” il corpo del reato.
Gabriele Corona ha issato lo
striscione senza interruzione di pubblico servizio, turbativa,
intralcio, pericolo, effrazione, danneggiamento o violazione di
domicilio, e si è attribuito la responsabilità del gesto con un
comunicato stampa su carta intestata accompagnato dalle foto del
telo con la scritta incriminata. Quindi per dimostrare il
presunto reato di DIFFAMAZIONE non era affatto necessario
sequestrare lo striscione ed infatti, gli Ispettori della DIGOS
intervenuti sul posto Sabato sera, alle 19 circa, non hanno
proceduto in tal senso. Chi e perché ha pensato di farlo dopo la
mezzanotte?
Nel comunicato e nel
volantino diffuso da Altrabenevento e dal “Coordinamento delle
associazioni/comitati contro la centrale turbogas” è scritto:
“Tutti i parlamentari eletti nel
Sannio (Costantino Boffa, Nunzia De Girolamo, Nicola Formichella,
Cosimo Izzo, Mario Pepe e Pasquale Viespoli), i consiglieri
regionali Luca Colasanto ed Ascierto Della Ratta, il Presidente
della Provincia Aniello Cimitile, il Sindaco di Benevento Fausto
Pepe, gli assessori all’Ambiente della Provincia e del Comune di
Benevento, Gianluca Aceto ed Enrico Castiello, si sono
dichiarati contrari al progetto della Luminosa, ma nessuno di
loro ha incontrato il Ministro Scajola, il presidente della
Regione Bassolino e l’Assessore regionale Riccardo Marone per
rappresentare efficacemente la contrarietà della popolazione del
Sannio alla Centrale della Luminosa”.
Quale di questi politici si
sarebbe sentito diffamato ed avrebbe presentato la querela
contro Gabriele Corona a mezzanotte di Sabato quando gli uffici
sono chiusi?
Possibile che a Flumeri in
provincia di Avellino, i politici e gli amministratori
protestano insieme contro la Centrale a Turbogas fortemente
inquinante ed invece a Benevento un ambientalista viene
denunciato per aver fatto la stessa cosa?
In attesa di verificare se
ancora in questa città sono salvaguardate le libertà
democratiche oppure se è stato instaurato un nuovo regime
repressivo, comunichiamo che Sabato e Domenica prossimi, benché
già autorizzati, non provvederemo a raccogliere le firme contro
la Centrale Elettrica da 400 mega watt, per evitare che
qualunque nostra affermazione critica possa procurare altre
assurde contestazioni di reato.
Alessandra
Sandrucci
AltraBenevento