Chiacchiere,
accuse, scarico reciproco di colpe, miseri contentini e
intanto le nostre vite sono appese a un filo che
inesorabilmente diventa più sottile.
Ieri eravamo in
Piazza Matteotti a reclamare un diritto strappatoci con la
forza a pochi passi dagli operatori dei consorzi che sotto la
Prefettura attendevano l'esito di un incontro che avrebbe
decretato le sorti del loro futuro. Due vertenze diverse ma con
un identico destino e medesimi stati di animo. Guardare nei
loro occhi significava leggere e capire silenziosamente il
dolore e la frustrazione di un futuro che non esiste più, le
ansie di una vita priva di sostentamenti , l'angoscia oltre che
l'orgoglio ferito di dover ricorrere alla Caritas per poter
continuare a sopravvivere e il senso di fallimento per non
essere più in grado di garantire una vita dignitosa ai propri
figli. Questo si legge in quegli occhi, lettura e sensibilità
propria di chi vive un dramma lavorativo.
I politici, sono meno
accorti, eppure dovrebbero possedere quantomeno il senso del
dovere, essendo stati eletti e mandati a rappresentare un
Territorio intero e non singoli interessi. Invece a malincuore
assistiamo alla stessa partita di calcio noiosa, fatta di
passaggi di palla e priva di azioni incisive. Il solito gioco
politico, che mette in risalto la totale indifferenza e
irrispettosità verso chi in questo momento soffre. Chiacchiere,
accuse, scarico reciproco di colpe, miseri contentini e intanto
le nostre vite sono appese a un filo che inesorabilmente diventa
più sottile.
Un Senatore, un Onorevole
attenti e sensibili alle esigenze territoriali, dotati di forte
senso civico dovrebbero essere disposti ad alzare la voce in
senso metaforico anche nelle aule parlamentari. La Lega porta a
casa vittorie, strappa fondi Fas, difende i propri cittadini ne
tutela le esigenze mentre i Sanniti non sono in grado nemmeno di
mantenere quanto in precedenza si posse-deva. Durante le dispute
politiche, ricordiamo a tutti che ci sono vite in bilico, drammi
familiari.
Ieri hanno annunciato l'arrivo dei fondi Regionale per i
precari e per questo chiediamo al Senatore Viespoli se questi
fondi faranno lavorare tutti i licenziati o solo una piccola e
sparuta percentuale come lo scorso anno.
Ricordiamo che su 679 licenziati solo 17 e a seguito di una
nostra occupazione 27 docenti lo scorso anno furono baciati
dalla fortuna. Non è forse più il caso di annunciare soluzioni
che non risolvono nulla? Per quanto tempo si vuole giocare sulle
nostre sofferenze, quanti palleggi ancora, quanti proclami privi
di contenuto?
Siamo a fianco dei lavoratori
dei consorzi. moralmente e anche attivamente chiederemo insieme
a loro il riconoscimento dei loro diritti, in nome di quella
coscienza cristiana scomparsa in tanti, li affiancheremo
sperando che più voci possano risolvere positivamente più
vertenze. Ci hanno tolto tutto, dignità, orgoglio, vita, futuro
ma non la forza di reagire, di solidarizzare, di denunciare e di
dire no, non è affatto giusto. Senso di responsabilità questo
chiediamo alla politica. Il tempo della retorica non è più in
linea coi tempi di crisi e le esigenze della gente vittima
diretta di una crisi finanziaria e di sprechi frutto di pessima
gestione non voluta.
Comitato
insegnanti Precari Sanniti, Comitato Personale ATA