Il parere favorevole del
Gruppo Istruttore per il rilascio della Autorizzazione
Integrata Ambientale relativa alla Centrale a Turbogas, è
l'ennesima farsa. I tecnici nominati dal Ministero
dell'Ambiente non si accorgono che il metanodotto dovrebbe
passare in un territorio interessato da 16 frane.
I quattro tecnici
nominati dal Ministero dell’Ambiente nel Gruppo Istruttore per
la Autorizzazione Integrale Ambientale relativo alla Centrale
Elettrica della società Luminosa, hanno espresso parere
favorevole con molte insanabili e gravi contraddizioni che
pregiudicano fortemente l’autorizzazione finale.
Infatti, dopo diversi mesi di
riunioni, hanno deciso di rinviare alla prossima Conferenza dei
Servizi presso il Ministero dell’Ambiente, la decisione relativa
ad uno degli aspetti fondamentali delle critiche poste da
Altrabenevento: la impossibilità di costruire la centrale sul
lotto assegnato dal consorzio ASI che ricade nel “corridoio
ecologico” del fiume Calore.
A tal proposito, i tecnici
ministeriali, dopo aver esaminato i sette documenti presentati
dalla associazione ambientalista, hanno testualmente scritto
nel parere finale che “gli argomenti trattati nelle
osservazioni pervenute hanno senza dubbio contribuito a fornire
al Gruppo Istruttore un quadro chiaro ed esaustivo della
situazione alla scala locale. Tuttavia gli aspetti trattati
nelle osservazioni riguardano in generale questioni non di
stretta pertinenza della commissione, in particolare ci si
riferisce a quanto riportato in relazione alla mancata coerenza
del progetto della centrale in questione con gli strumenti
vigenti di programmazione e pianificazione territoriale ed
energetica sia a scala regionale che sub-regionale (quali il
PTCP ed in particolare il PTR). Il gruppo Istruttore, pur
prendendo in seria considerazione tali aspetti, non ha potuto
che prendere atto del fatto detti strumenti pianificatori
costituiscono materia di esclusiva competenza degli Enti Locali…
rinviando alla sede appropriata, quale la Conferenza dei servizi
per il rilascio dell’AIA o quella indetta per il rilascio
dell’autorizzazione ex legge 55/2002, la presentazione da parte
degli enti Locali delle opportune istanze di carattere
politico-amministrativo”.
Insomma, il Gruppo
Istruttore ha solo passato ad altri questa “patata bollente” e
lo stesso atteggiamento ha assunto sulle contestazioni di
Altrabenevento alla Valutazione di Impatto Ambientale per la
Centrale a Turbogas rilasciata nel 2006, che risulta chiaramente
superata. I tecnici ministeriali dichiarano di non essere
competenti ad esaminare tali critiche e continuano a sostenere
nel documento finale per l’Autorizzazione Integrata, che
“il sito in cui è previsto l’edificio della centrale elettrica e
le aree interessate dalle opere connesse (elettrodotto e
metanodotto), non ricadono né in aree a rischio idraulico, né in
aree a rischio frane, a meno di un breve tratto in località
Acquafredda”.
Si tratta di un errore
clamoroso perché, come risulta dalla Carta delle Frane della
Provincia di Benevento, lungo i 5 chilometri del metanodotto
previsto in progetto tra ponte Valentino e Pietrelcina, si
contano ben 16 frane attive ed in espansione (Planimetria allegata: tratteggiato rosso METANODOTTO,
cerchiate verdi FRANE).
Anche di questo si dovrà
discutere nella prossima Conferenza dei servizi dove certamente
Altrabenevento farà sentire la sua voce.
Gabriele Corona
Presidente AltraBenevento