«Per questa sì che avrebbero senso i requisiti
di conoscenza della lingua italiana e della nostra Costituzione.
Ma chi accompagna oggi gli immigrati in questo percorso? Finora
solo la Chiesa e il volontariato. Sono anni che chiediamo invano
un piano organico e nazionale per l'insegnamento della lingua
italiana».
Le
Acli Sannite, con l’ associazione Simposio Immigrati avevano da
poco gioito alla nuova legge approvata alle ore 17.02
del 19 gennaio 2010 “Norme per l’inclusione, economica e
culturale per le persone straniere presenti in Campania” già
licenziato con parere favorevole con maggioranza dalla VI
Commissione consiliare in data 26/06/07, e che di
fatto supera la legge 33/94. Ai sensi di questa legge, il
presidente Parente del Simposio IMMIGRATI ACLI, rappresenta nel
seno della Consulta Regionale, le istanze dei cittadini
Immigrati residenti nella provincia Sannita.
La legge fa della Campania una
delle regioni più avanzate sul fronte dell'inclusione sociale -
osserva il presidente Antonio Bassolino - le politiche
dell'immigrazione diventano infatti parte strutturale del nostro
welfare. E tra gli interventi principali c'è anche quello per
accelerare l'apprendimento della lingua. Uno stanziamento di 2
milioni per promuovere pari opportunità di accesso al sistema di
tutela e di garanzia di cui godono i cittadini italiani, misure
speciali per colmare la situazione di svantaggio derivante
dall'essere cittadini in terra straniera, prevenzione di ogni
forma di razzismo e xenofobia.
La nuova legge licenziata -
afferma Parente - con trentacinque sì e due astenuti è il frutto di una mediazione
politica, bipartisan da sinistra a destra, per l’ impegno
ratificato dai vari Capigruppo delle varie forze politiche del
parlamento della Regione Campania, con le associazioni e le
forze sindacali e i Patronati, che compongono la Consulta. Presente allo storico incontro del direttivo della Consulta,
anche il parlamentare sannita on. Luca Colosanto.
Adesso, si inceppa un meccanismo
virtuoso foriero di Speranza per i Migranti della Campania, -
conclude Parente - condividiamo,
appieno il
pensiero del nostro presidente nazionale Acli Andrea Olivero per l'annuncio dell'imminente
istituzione da parte dei ministri dell'Interno e del Lavoro di
un percorso a punteggio per gli immigrati, finalizzato alla
concessione del permesso di soggiorno.
Più che un
permesso a punti, «un percorso a ostacoli». «Ancora una volta
prima ancora di attrezzarci per costruire un percorso di
integrazione, stiamo provvedendo a porre i paletti di un
percorso a ostacoli, che già oggi per i cittadini immigrati che
vogliono risiedere regolarmente in Italia è sufficientemente
tortuoso. Già ora, infatti, per ottenere il permesso di
soggiorno gli stranieri debbono soddisfare alcuni requisiti
stringenti che fanno riferimento al reddito, all'abitazione, al
lavoro».
«Il
permesso di soggiorno - aggiunge il presidente delle Acli -
dovrebbe essere la prima tappa di un percorso di avvicinamento
alla cittadinanza. Per questa sì che avrebbero senso i requisiti
di conoscenza della lingua italiana e della nostra Costituzione.
Ma chi accompagna oggi gli immigrati in questo percorso? Finora
solo la Chiesa e il volontariato. Sono anni che chiediamo invano
un piano organico e nazionale per l'insegnamento della lingua
italiana».
«In
queste condizioni - conclude Olivero - il permesso a punti
rischia di diventare l'ennesimo elemento di sofferenza e di
vessazione psicologica e burocratica per le tante famiglie
immigrate presenti nel nostro Paese».