Pino
Deodato
"Equi...
Libri"
Sabato 27
febbraio 2010
Presentazione
ore 11.00
Biblioteca Provinciale Palazzo Terragnoli
Corso Garibaldi 47, Benevento
Vernissage
ore 18.30
Centro Art's Events
Loc. Collepiano, Torrecuso
(BN)
Sabato
27 Febbraio 2010 alle ore 11.00 presso la sede di Palazzo
Terragnoli in Benevento va in scena la presentazione della
mostra personale dell'artista milanese Pino Deodato dal
titolo "Equi..libri" che anticiperà il vernissage previsto per
le ore 18.30 al Centro d'arte Contemporanea Art's Events
in Torrecuso (BN).
L’evento,
realizzato dalla galleria Art’s Events in collaborazione con la
Provincia di Benevento, pone all’attenzione dei visitatori una
serie di olii su tela di piccole dimensioni che raffigurano
paesaggi, ambienti ed interni con librerie cui si aggiungono i
lavori scultorei in terracotta policroma e bronzo ispirati al
tema dell'equilibrio.
Nei
lavori di Pino Deodato si può riscontrare un linguaggio
figurativo limpido, semplificato, essenziale, che guarda alla
tradizione artistica antica e contemporanea, distinguendosi per
il modo diretto di arrivare alla nostra sensibilità.
Sono
opere pittoriche che narrano spazi metaforici e tensioni
contrapposte: per un verso la concentrazione spirituale,
di riparo nella intimità domestica, tra gli oggetti e le cose
familiari, raccontate in un tempo rallentato e in un magico
silenzio; per l’altro il bisogno evasivo nel sogno e nella
memoria. L'atmosfera intima e raccolta della casa dialoga coi
paesaggi circostanti, anch'essi partecipi di questa riscoperta
innocente: gli orizzonti dipinti da Deodato hanno in sé
l'incanto della fiaba e la cognizione della memoria. Le sculture
si legano alle pitture per lo stesso stupore con cui si
rapportano al mondo. Acrobati, innamorati, artigiani e filosofi,
un'umanità intera sospesa fra sogno e consapevolezza.
Nelle
tele pervade il senso di fascinazione e nostalgia per una
dimensione di valori perduti, in un percorso a ritroso sull'uomo
indagato con semplicità e meraviglia. Gli oggetti disposti nelle
stanze diventano i protagonisti di un racconto universale
proprio attraverso la loro presenza silenziosa.
Se il
primo luogo della sua arte è segnato da una connotazione
sentimentale, dall’affezione agli angoli della propria casa (lo
scrittoio, la poltrona, gli armadi, gli abiti in essi
contenuti…), il secondo apre a territori più affabulanti,
implica la percezione del tempo come sviluppo narrativo,
coniugato con un’idea di spazio e di avventura interiore. I due
luoghi o “modi” di Deodato sono continuativi, si integrano, si
intrecciano all’interno di una sensibilità ripiegata
nell’avvertimento psicologico di vie silenziose dell’anima. Si
spiegano così le presenze invisibili di cui le sue opere sono
popolate, nonostante la quasi totale assenza dell’uomo. Certo,
un letto sfatto, una lampada accesa, col fascio di luce
concentrata su di un libro aperto, un oggetto lasciato per caso
su di un comò, fanno pensare ad un abitatore. Implicitamente
raccontano la sua storia, seppure misteriosa, seppure
sconosciuta.
Ora
l’artista rappresenta studi, librerie, luoghi che aprono al
sapere, alla ricerca, ma anche al dubbio. Per l’altro è un
recupero singolare e suggestivo della figura umana. E’ un segno
più intimamente drammatico che l’artista nella sua maturità
interpreta, realizzando omini di creta in differenti posture,
posti a vari livelli su mensole o sospesi contro una parete
bianca. Sono ancora distanti, al di là della storia, ma ci
coinvolgono. Non è più presente il riparo caldo e ovattato della
casa in cui il silenzio apre al sogno e può dispiegarsi in un
favoloso mistero. L’artista interroga e si interroga. Ma lo fa
con quella misura del sentimento che inoltra nell’invisibile.
Nel vano angusto di una stanza di chissà quale abitato,
esplorata dall’alto, come in un dormiveglia, come in
levitazione, le pareti colme di libri, l’artista racconta il
suo modo di sentire la vita, come un volo di pagine di un diario
che volteggiano come farfalle o come una nebbia di sfera che si
direbbero di carta.
Altrove
lo sguardo interno si riflette nel paesaggio, un paesaggio
notturno, ancora intimisticamente interpretato, l’orizzonte
chiaro che apre all’oltre e vibra in un silenzio cosmico. E’ qui
soprattutto che si registra il respiro: il respiro dell’anima
che vibra, quasi musicalmente, aperta all’invisibile. Ma
sempre con discrezione, con poesia.
Bibliografia
Il cammino nell’arte
di Pino Deodato ha inizio a Nao di Jonadi (Vibo Valentia), dove
è nato nel 1950 e dove compie i primi studi, conseguendo la
maturità artistica a Vibo Valentia. Subito dopo, nel 1969, la
decisione di andare a Milano, a studiare all’Accademia di Brera.
Nel capoluogo lombardo Deodato viene a contatto coni maggiori
esponenti dell’arte milanese tra cui Paolo Baratella e
Giangiacomo Spadari del quale diventerà assistente. In quegli
stessi anni conosce l’ambiente artistico francese, avvicinandosi
a importanti maestri come Gerard Guyomard, Ivan Messac e lo
spagnolo Arrojo. Opere personalissime, che vengono esposte al
“Salon de la Jeune Peinture” presso il Musèe D’Art Moderne di
Parigi e al Musèe du Luxemburg, alla Galleria Alvarez di
Lisbonae Oporto, dove rappresenta la giovane pittura italiana
all’estero. Contemporaneamente, in un frenetico e fecondissimo
periodo di profonda ispirazione, i suoi quadri vengono ospitati
in diverse città italiane (Quadriennale d’arte di Roma, mostra
al Castello G. Murat di Pizzo Calabro, al palazzo Gagliardi di
Vibo Valentia). Dal 1982 le sue opere vengono esposte in diverse
città italiane e all’estero: Milano (Gallerie Gastaldelli, Il
Milione, Klerks, Cardi, Progettoarte Elm), Bologna (Cristofori),
Torino (Narciso), Lucca (Poleschi), Benevento (Art’s Events),
Forte dei Marmi (Susanna Orlando), Miami (Ambrosino).
Contemporaneamente gli vengono commissionati lavori da partedel
CONI (Foro Italico, Roma), del Museo Paolo Pini di Milano, dei
comuni di Torino (Manifesto d’artista) e di Sedriano (San
Francesco e il lupo). Della sua arte si occupa anche la RAI con
la trasmissione “Videosapere”, che gli dedica un ampio servizio.
Collezionisti come Trussardi, Coveri, Castelli, Pikler, Damiani,
Manuli, ecc. si assicurano i suoi dipinti, ispirati
prevalentemente ai miti e alle fiabe (Tarzan, Tex Willer, Le
mille e una notte, Cappuccetto rosso, Ulisse). Su quel filone si
è dipanata, dagli anni ’90 la sua espressione artistica, fatta di
quel realismo magico che trova ispirazione nelle pieghe della
sua memoria.
Centro Art's
Events
Loc. Collepiano, Torrecuso (BN)
Apertura dal mercoledì al sabato 17-20 e per
appuntamento: 0824-874650