Hanno sfruttato
spietatamente la nostra necessità di sopravvivenza per il
loro tornaconto personale. Insomma noi siamo l'effetto, il
diretto risultato della politica economica egoista e
spregiudicata attuale.
"La grande
crisi", la crisi non voluta, la crisi scaricata sulla povera
gente dai poteri forti. Licenziati, privati dei nostri diritti,
indeboliti ulteriormente da chi ci governa, semplicemente per
renderci maggiormente ricattabili. Ci vogliono disoccupati
perché vogliono imporci lavori ancora più precari, sottopagati,
senza tutele.
Ci hanno costretto ad
accettare progetti Regionali di poche ore usando l'arma del
famigerato salva precari. Abbiamo dovuto apporre la firma ad un
contratto che ledeva e cancellava i nostri diritti di
lavoratori, che ci imponeva di mandare avanti l'offerta
formativa per pochi euro, rimettendoci spesso anche il consumo
del carburante per recarci alla sede di lavoro. Hanno utilizzato
manodopera a basso costo per mandare avanti il sistema
scolastico, per permettere alla scuole Statali di incrementare
in fama e in qualità. Un anno logorante, umiliante per tanti di
noi, spesso costretti a contenderci quel poco di briciole che di
tanto in tanto ci lanciavano. Hanno sfruttato spietatamente la
nostra necessità di sopravvivenza per il loro tornaconto
personale. Insomma noi siamo l'effetto, il diretto risultato
della politica economica egoista e spregiudicata attuale.
Pomigliano ha resistito, ha avuto la forza e la possibilità di
dire no e di opporsi. A noi invece hanno iniettato la dose
letale lentamente, a piccole gocce hanno utilizzato un'arma
ancor più subdola: prima la firma di un contratto atipico in cui
dietro il riconoscimento di 12 punti ci veniva imposta
l'accettazione di tutte le convocazioni che ci sarebbero
arrivate pena la perdita dei benefici (12 punti, esclusione
dalla graduatoria) poi ci hanno imposto il lavoro ad ore
sottopagate ed infine la cancellazione di tutti i diritti. I
sindacati, complici hanno firmato e sottoscritto tutti
contribuendo alla nostra morte professionale.
Noi oggi Diciamo No, come
Pomigliano resisteremo e ci opporremo ai ricatti e alla
sottomissione imposta. La crisi può e deve essere risolta
tassando le banche, eliminando gli sprechi, non investendo
centinaia di milioni di euro in missioni militari e armamenti.
Siamo sicuramente la crisi più significativa dell'Intero
Territorio Italiano: 1500000 licenziati in un triennio. Tutti
sottovalutano, ci calpestano, ci umiliano, senza alcun ritegno.
Da oggi ci vedranno tutti, parleremo a tutti, informeremo,
discuteremo. Saremo davanti alla Provincia, insieme ai
lavoratori dei Consorzi, li affiancheremo e con loro
condivideremo i nostri drammi e ci faremo forza.
Abbiamo incontrato Da
Viespoli a De Girolamo, da Franceschini a Cesa, da Di Pietro a
Fioroni ma a parte essere il loro cavallo pubblicitario, il
loro strumento per la fama politica nulla è stato fatto per
risolvere il problema di tanti anzi, hanno tutti contribuito ad
acuirlo per comodità e risparmio.
Stavolta dovranno tutti
confrontarsi e giustificarsi con la popolazione Sannita tutta
perché da lì non andremo via fino a quando l'ultimo cittadino
non sarà informato. Invitiamo tutti i cassaintegrati del Sannio
ad affiggere i propri striscioni, a venire a raccontare le
proprie storie lì in quel luogo che speriamo diventerà lo
specchio della Grande crisi che a tutti i costi vogliono
sotterrare perché vigliaccamente e per meri interessi economici
vogliono usare per arricchirsi e asservirci maggiormente. Noi i
vostri sprechi non li paghiamo!
Comitato
Insegnanti e Ata Precari Sanniti. Info: 3346976405