L'iniziativa vuol rispondere all'esigenze del 'dopo di noi'
e del 'durante noi'.
Questi i problemi più drammatici per i genitori di persone
diversamente abili
che
si preoccupano del futuro del proprio figlio quando loro
non
avranno più la forza di assisterlo.
“Allora ci dai una mano?”. Questo è
l’appello di Filomena Catalano responsabile del gruppo Unitalsi
Chianche/San Paolina della Sottosezione di Benevento, che per il
terzo anno consecutivo ha inteso organizzare, in collaborazione
con altri iscritti all’associazione, per sabato 25 e domenica 26
luglio, la “Sagra della trippa e dello scialatiello”. Il fine?
Quello di raccogliere fondi da destinare al completamento dei
lavori di ristrutturazione di un edificio di dodici vani a
Chianchetelle e adibirlo a
casa
accoglienza per disabili. I lavori, iniziati lo scorso 9 marzo
con la posa della prima pietra, sono già ad uno stato avanzato.
L’iniziativa avrà luogo nella frazione di Chianchetelle proprio
dove si trova questo fabbricato donato da Entichetta Pastore
qualche anno fa all’associazione. Durante la sagra si potranno
degustare prodotti tipici locali e le serate saranno allietate
da musica liscio e latino americano.
“Invitiamo in molti ad aderire a questa iniziativa di
solidarietà - esorta la responsabile Unitalsi Filomena Catalano
- che da a questo territorio l’opportunità di regalare un
sorriso a chi lo ha smarrito. Il nostro sogno nasce dalla
volontà di dare a tutti la possibilità di vivere nell’intimità
di una famiglia, in un contesto nel quale a ciascuno sia data
l’opportunità di poter valorizzare le proprie capacità.
L'iniziativa vuol rispondere all'esigenze del ‘dopo di noi’ e
del ‘durante noi’. Questi i problemi più drammatici per i
genitori di persone diversamente abili che si preoccupano del
futuro del proprio figlio quando loro non avranno più la forza
di assisterlo”.
Pertanto l’obiettivo non è quello di creare un grande istituto,
ma dei veri e propri nuclei familiari. Si cercherà di costituire
“Famiglie” di cinque-sei persone con diverse patologie,
affinché in uno spirito di collaborazione tra gli ospiti, si
ricrei un clima familiare, proprio come in una casa.
“La Casa Famiglia "Pellegrino Varricchio" - spiega Catalano -
ospiterà otto disabili adulti privi del supporto familiare: sei
in forma residenziale ed altri due per urgenze e necessità
provvisorie.
L'edificio sarà disposto seguendo la pendenza naturale e
proiettandosi verso il paese, in modo da costituire un elemento
caratteristico e di immediata identificazione nel paesaggio,
sarà realizzato su un solo livello, così da non creare nessun
tipo di limitazione alla deambulazione nei vani.
Per favorire l'indipendenza personale - continua la responsabile
Unitalsi di Chianche - la casa sarà dotata di moderne soluzioni
che assicureranno facilità di movimento e sicurezza
dell'ambiente: saranno realizzate otto camere con bagno, una
stanza per il personale di assistenza, una sala mensa, un salone
destinato a momenti di incontro per attività rilassanti e
ricreativi ed uno spazio comune, per favorire il mantenimento
delle relazioni sociali tra i residenti e i propri familiari,
con la garanzia di un'assistenza presente ventiquattrore su
ventiquattro. La casa sarà aperta all’amicizia e allo scambio
con il territorio ed inserita a pieno titolo nella vita della
comunità”.
Jenny Capozzi