Secondo la Direzione Investigativa Antimafia,
sono attivi a Benevento città quattro gruppi criminali, ma
le istituzioni locali, le associazioni degli imprenditori e
la Chiesa, continuano a minimizzare anche quando si
registrano fatti estorsivi.
Altrabenevento ha aderito e partecipa al
“Festival dell’impegno civile” in corso in Campania nei luoghi
confiscati alla camorra. Si tratta di una esperienza
entusiasmante soprattutto per il livello di partecipazione di
tanti giornalisti, uomini di cultura, associazioni cattoliche,
comitati di cittadini, che coraggiosamente, ricordando don Peppe
Diana, il prete ucciso dal clan dei casalesi, continuano a
denunciare i camorristi e i politici corrotti.
A
Benevento, invece, si moltiplicano gli episodi estorsivi a danno
di operatori economici, ma neppure le associazioni di categoria
esprimono sdegno o condanna o quantomeno solidarietà alle
vittime. E’ successo così anche quando, recentemente, sono state
incendiate la saracinesca di un negozio o la pala meccanica di
una ditta che sta costruendo la villa del presidente di
Confindustria della provincia di Benevento. Si tratta di episodi
delinquenziali gravissimi, soprattutto perché compiuti poche ore
dopo la “Giornata antiracket” organizzata dal sindacato delle
imprese edili con il patrocinio di molte istituzioni pubbliche,
ma anche in questa occasione, come è accaduto dopo le minacce al
giudice Antonio Clemente, sono rimaste in assoluto silenzio le
associazioni dei commercianti, quelle degli industriali o degli
artigiani, l’associazione Libera, recentemente costituita, e la
curia arcivescovile, che è invece molto attiva contro il racket
in Sicilia e nel resto della Campania.
Fortunatamente un segnale di maggiore attenzione per la
situazione locale, giunge dalla Direzione Investigativa
Antimafia che nella relazione invitata al Parlamento, relativa
alla presenza della malavita organizzata in tutta Italia nel
primo semestre del 2009, afferma che ora sono addirittura
quattro i gruppi malavitosi attivi nella nostra città.
La DIA,
infatti, testualmente scrive: “A
Benevento città viene riscontrato l’omicidio perpetrato il 27
aprile 2009 ai danni di NIZZA Cosimo, considerato al vertice di
un piccolo sodalizio criminale direttamente collegato alla più
grande organizzazione degli SPARANDEO che, anche se in parte è
stata disarticolata da vari provvedimenti giudiziari, risulta
ancora tra le più pericolose della città, insieme con quella dei
PISCOPO.
Sempre
nell’orbita del circuito criminale degli SPARANDEO, operano:
- Il
gruppo SPINA, dedito soprattutto all’usura e la traffico di
stupefacenti;
-
Il gruppo TADDEO
che esercita prevalentemente attività di usura;
-
Il sodalizio
PISCOPO, già affiliato alla organizzazione degli SPARANDEO,
dedito al traffico e allo spaccio di stupefacenti.”
(DIA - Relazione al parlamento, 1° semestre 2009 - pag. 178).
Gabriele
Corona
Presidente AltraBenevento