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I sordi rischiano esclusione sociale e guerra tra poveri

   
 
Sconcerto ed indignazione dell'Ens Campania per l'innalzamento della percentuale all'85% per il riconoscimento delle indennità da invalido uditivo che per decreto si ferma all'80%. A rischio migliaia in Campania.
Per il presidente Camillo Galluccio: "Un atto gravissimo che sommato al disastroso dato regionale dell'inserimento lavorativo dei sordi rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri in cui a perdere sono i più deboli".

Sconcerto ed indignazione dal Consiglio Regionale dell’Ens Campania, presieduto dal cav Camillo Galluccio, in relazione alla manovra correttiva del  Governo che ha imposto fra l’altro una razionalizzazione delle indennità e delle prestazioni legale alle disabilità. E’ il limite percentuale che sale all’85% per l’accesso al beneficio economico dell’indennità che preoccupa seriamente l’associazione dei sordi campani.
“Rischiamo un’ennesima discriminazione che peggiora ulteriormente le condizioni dei sordi in Italia e soprattutto in Campania - dichiara il cav Camillo Galluccio - Se tale notizia fosse confermata, quali sarebbero le conseguenze per le persone che dal 1 giugno 2010 dovessero essere riconosciute sorde e che ai sensi del D.M. 5 febbraio 1992 sono da considerare invalide all'80%?” Infatti - ricorda l'associazione - la quota di invalidità prevista per le e persone sordomute o con sordità prelinguale da perdita uditiva grave bilaterale è pari all'80%, al di sotto dunque della nuova soglia fissata dal governo. “I sordi rischiano di passare come caprio espiatorio - dichiara - il cav Camillo Galluccio che nel condividere le posizioni assunte dalle altre associazioni continua - "Su di noi solo stigma e razzismo" se si tiene conto delle dichiarazioni del ministro dell'Economia il quale, durante la presentazione della manovra in conferenza stampa, ha affermato "che la cifra 2,7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora considerato un Paese normale". "Il grave stigma che la frase esprime - continua il presidente Galluccio condividendo quanto espresso dalla Federazione delle associazioni - rappresenta uno dei più rilevanti danni alle persone con disabilità: l'invalido sarebbe un parassita che blocca la competitività, l'untore che causa danni con le spese che comporta".
Dalla sede regionale di Via Agresti  è unanime la considerazione che anziché sostenere che gran parte degli invalidi siano falsi invalidi sarebbe più opportuno proporre piani straordinari di lavoro per le persone con disabilità, che non siano assegni di beneficenza ma lavoro e opportunità. "L’inserimento lavorativo dei sordi - dichiara il presidente Galluccio - è un’ulteriore esempio della grave condizione in cui  versiamo soprattutto in Campania, dove la statistica di collocazione di personale con disabilità uditive è pressoché uguale allo zero”.
Opportuno piuttosto - auspicano dall’Ens Campania - che la manovra possa prevedere un congruo finanziamento per il fondo per l'occupazione dei disabili, anziché decurtare questi miseri assegni. “La solidarietà collettiva si sta trasformando in una guerra tra poveri - afferma  Galluccio - Questi atteggiamenti di dura disinformazione  umiliano le persone disabili e le loro famiglie, relegandole in una più profonda solitudine, l’auspicio è un ripensamento sulla manovra e richiediamo un coinvolgimento diretto ed immediato della Regione Campania sulla questione, i sordi campani - conclude Galluccio - subirebbero ulteriori e più gravi conseguenze da una scelta che appare decisamente gravissima per le sorti dei disabili uditivi”.

Ufficio Stampa
Ens - Ente Nazionale Sordi Consiglio Regionale della Campani

(03.06.10 ore 14:16)

 

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