La disposizione
del Ministero dell'Interno a partire dal 9 dicembre 2010
Parente -
Simposio Acli: No ad un concorso a punti di Win For Life,
ma
diritto allo studio per gli immigrati integrato con
le agenzie formative del territorio.
Benevento, non
sarà un benvenuto in Italia per migliaia di immigrati, per le
disposizioni del decreto, che entrerà in vigore a partire dal 9
dicembre 2010, attuato dal Ministero dell’Interno con decreto
del 4 giugno 2010, pubblicato in gazzetta ufficiale l’11 giugno
2010 n. 134, che ha fissato le modalità di svolgimento del test
di conoscenza della lingua italiana il cui superamento
consentirà il rilascio del permesso di soggiorno ce per
soggiornanti di lungo periodo.
Per il rilascio del permesso di soggiorno CE - stabilisce il
decreto - lo straniero dovrà possedere un livello di conoscenza
della lingua italiana che consente di comprendere frasi ed
espressioni di uso frequente in ambiti correnti, in
corrispondenza al livello A2 del Quadro comune di riferimento
europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio
d’Europa. La valutazione del livello di conoscenza della lingua
italiana avverrà con modalità informatiche presso la Prefettura
del luogo di residenza che, entro sessanta giorni dalla
richiesta, convoca lo straniero per la prova.
Il test si svolgerà con modalità informatiche o - a richiesta
dello straniero - tradizionali (prove scritte); il richiedente
dovrà conseguire almeno l’ottanta per cento del punteggio
complessivo riportato nel sistema informativo del Dipartimento
per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero
dell’interno ovvero, nei casi di esonero dal test, attraverso il
riscontro della relativa documentazione per i figli minori di
anni quattordici propri e del coniuge ed agli stranieri affetti
da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico
derivanti dall'età, da patologie o da handicap.
Il fenomeno immigratorio in Italia - commenta il presidente del
Simposio Immigrati ACLI Filiberto Parente - si arricchisce di
particolari da sembrare un concorso di Win For Life a danno
delle fasce deboli, gli immigrati, che ricordiamo vengono in
Italia non per vincere la pensione a vita, ma per contribuire
all’importante lavoro di cura svolto per i nostri connazionali
della nostra Nazione e non del solo mezzogiorno d’ Italia.
Per superare la soglia di sbarramento dei test ( alta ) di 80 su
100 per il permesso CE -conclude Parente- dobbiamo invocare il
diritto allo studio per gli immigrati, un piano formativo
integrato, con la regia della Provincia, con le agenzie
formative, CTP distretti scolastici e istituti pedagogici o
Università per eliminare questo gap culturale di lingua, per i
nuovi lavoratori di un welfare silenzioso.
Filiberto Parente Presidente Simposio Immigrati
IPSIA ONG delle ACLI - Vicepresidente Provinciale ACLI