Presentazione
del libro "Una scuola per una cultura possibile" di Giuseppe
Addona
Venerdì 23
aprile 2010 alle ore 18.00
Biblioteca
Provinciale, corso Garibaldi 47 - Benevento
L’autore ha
ripercorso, su richiesta di alquanti studenti, le ricerche, le
proposte e le esperienze portate avanti inizialmente con gli
alunni del liceo-ginnasio “E. Q. Visconti”, quindi con quelli
del “Giulio Cesare” e del “T. Mamiani” di Roma.
Il libro muove da una
considerazione della cultura nella società e dall’interesse che
lo stato deve avere per essa. Sono affrontate le problematiche
inerenti alla scuola, alla sua funzione nonché alle possibilità
di produrre cultura. Risultano messi in evidenza gli approcci da
parte degli alunni, il modo di proporsi di taluni docenti
unitamente a talune caratteristiche peculiari riguardanti gli
uni e gli altri, soprattutto in rapporto ad una cultura aperta
ed agli effetti provocati. Emerge un rapporto tra cultura e
potere nonché tra scuole pubbliche e private. E’ presente ancora
un approccio a varie discipline, dal latino alla storia
dell’arte, al fine di far emergere una netta distinzione tra
cultura ed erudizione.
Il discorso critico è visto
ancora in rapporto a taluni mezzi di comunicazione di massa dei
quali fa notare a volte una compattazione ed altre la
possibilità di far passare come ineccepibili o almeno effettive
cose che si portano dietro non solo imprecisioni ma assunti
spesso lontani dalla effettività, come accade per la lettura di
alquanti versi da parte di Benigni espressi nei commenti
accettati ed applauditi da un pubblico vasto.
Risultano denunciati ancora i
danni prodotti da un personale scolastico ai vari livelli, dai
dirigenti ai collaboratori, allora che questi si comportano in
un certo modo o non sono permeati da una umanità funzionale.
Alle analisi, il filosofo associa fatti ed aneddoti che non solo
interagiscono con le problematiche ma rendono vitale il discorso
al quale fanno da supporto. Alcuni passi possono essere
considerati anche come “lezioni” specifiche di estetica o di
logica che investe la matematica o di filosofia del linguaggio.
L’intera problematica sembra evolversi sull’intera “educazione
civica”.
L’attenzione risulta
soprattutto focalizzata sul rapporto docenti-alunni e sulle
interazioni. Le considerazioni investono ancora una differenza
tra il metodo teoretico ed uno storico, nonché intravedono un
funzionamento di quanto non può essere mantenuto. Il libro
propone l’applicazione del metodo scientifico alle varie
discipline fino ad investire la logica della barzelletta. Al di
là delle culture tenta di far emergere una cultura valutata,
ripercorrendo un metodo possibile.
Una particolare attenzione è
dedicata ad una condotta da progettarsi criticamente insieme e
quindi alla gestione del voto da ritenersi per ciascuno in modo
manifesto e ponderato. Un orientamento tra le problematiche può
consentire l’avvio del successivo lavoro individuale che può
muovere dalla composizione di un tema per la quale possibili
percorsi possono essere colti insieme al docente. Alla poetica è
possibile forse solo dare un avvio o un criterio per riconoscere
alcune manifestazioni.
Ulteriori considerazioni sono
proposte sull’acquisizione e sulle regole da cogliere nella loro
costruzione nonché nei limiti emergenti al fine di spingersi
oltre ogni tecnica. Additata ancora risulta una pratica come
sostegno effettivo della teoria con un confronto, altresì, tra
operatori dell’uno e dell’altro settore. Sono ancora affrontate
le possibilità di decodificazione della massificazione. Una
cultura quindi possibile dalle scuole primarie all’università
con le problematiche peculiari che ciascuna presenta.