Negli ultimi anni il Sannio è diventato uno dei simboli più evidenti della crisi delle aree interne italiane: spopolamento, fuga dei giovani, riduzione dei servizi essenziali e isolamento infrastrutturale stanno progressivamente impoverendo territori ricchi di storia, competenze e identità. Secondo i dati richiamati dal Rapporto SVIMEZ 2025 – l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, che ogni anno analizza dati economici e sociali del Sud Italia e delle aree interne – il Mezzogiorno continua a perdere giovani qualificati, mentre le aree interne campane vivono un progressivo svuotamento demografico e produttivo. Nel solo territorio sannita, secondo dati riportati da CGIA Mestre – Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, che elabora periodicamente dati economici e demografici nazionali a partire da fonti pubbliche ISTAT e ministeriali – e ISTAT, tra il 2014 e il 2024 sono emigrati oltre 11.300 giovani tra i 15 e i 34 anni, con una riduzione della popolazione giovanile pari al 16,8%. Contestualmente, il tasso di variazione demografica continua a rimanere negativo. Non si tratta soltanto di numeri.
Quando un territorio perde giovani:
– perde competenze;
– perde capacità imprenditoriale;
– perde servizi;
– perde futuro.
Il tema non riguarda esclusivamente Benevento, ma tutte le aree interne della Campania: Alto Casertano, Irpinia, Cilento e Sannio condividono oggi criticità strutturali comuni. Eppure il Sannio continua a dimostrare una forte vitalità territoriale. Nel corso del convegno “Agricoltura e Aree Interne – Il diritto a restare”, promosso il 5 marzo 2026 presso la Sala Antico Teatro di Palazzo Paolo V a Benevento dalla Regione Campania nell’ambito delle riflessioni sul Rapporto SVIMEZ 2025, istituzioni, operatori e associazioni hanno evidenziato come agricoltura, innovazione, turismo sostenibile e valorizzazione delle competenze possano rappresentare leve strategiche per contrastare l’abbandono dei territori. Anche il tema delle infrastrutture torna centrale. La carenza di collegamenti efficienti continua infatti a limitare accesso al lavoro, alla formazione universitaria, alla sanità e alle opportunità economiche. SVIMEZ ha recentemente definito le reti ferroviarie e i trasporti “condizione essenziale” per il futuro delle aree interne.
Meritocrazia Italia Campania ritiene che il diritto a restare nei propri territori debba diventare una priorità nazionale. Non può esistere meritocrazia:
– dove i giovani sono costretti a partire;
– dove nascere in un’area interna significa avere meno opportunità;
– dove servizi essenziali e mobilità dipendono dal CAP di residenza.
Per questo motivo riteniamo necessario:
– rafforzare la sanità territoriale;
– investire nelle infrastrutture materiali e digitali;
– sostenere imprenditoria giovanile e innovazione locale;
– valorizzare agricoltura, turismo sostenibile e filiere territoriali;
– creare politiche concrete per il rientro delle competenze.
– CS
